REGGIO EMILIA – Dal 25 al 29 maggio, si spegne l’Italia. Il messaggio lanciato da Unatras, di cui fanno parte anche Cna Fita e Lapam Confartigianato Trasporti, è decisamente forte, come le difficoltà di un settore messo allo stremo dal caro gasolio. Il conflitto in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz stanno presentando un costo altissimo agli autotrasportatori italiani con il diesel schizzato alle stelle. Un settore cruciale per il Paese che con la proclamazione del fermo nazionale dei servizi merci, lancia un fortissimo grido di dolore.
“Il 90% del trasporto in Italia è su gomma. Siamo un settore importantissimo. Fronteggiare sempre spese nuove e problemi ci preoccupa. Il silenzio del Governo lascia l’amaro in bocca. Gli aiuti dati si sono rivelati un danno”, spiega Dario Passaniti, presidente di Lapam Confartigianato Trasporti.
L’autotrasporto italiano conta 100mila imprese per 500mila lavoratori, la cui amarezza è aumentata dalla scarsa attenzione mostrata sino a ieri dal Governo. Oggi, invece, ci sarà un incontro tra le parti e finalmente Unatras potrà proporre all’esecutivo una serie di misure emergenziali urgenti che potrebbero scongiurare il fermo di fine maggio. Tra queste: crediti d’imposta, ristori per le accise con un rimborso di 200 euro ogni mille litri di gasolio acquistati e un sostegno diretto alla liquidità delle imprese.
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