BAGNOLO (Reggio Emilia) – Nel fine settimana, a Bagnolo, si è svolta la cerimonia di riapertura al pubblico della sala civica in piazza Garibaldi, posta alle spalle del Torrazzo e restituita alla cittadinanza al termine di un importante intervento di restauro e ampliamento.
Questa inaugurazione si è intrecciata con la commemorazione del 35° anniversario della tragedia del Moby Prince, nella quale perse la vita anche il bagnolese Giuliano Salsi, che all’epoca aveva 41 anni. Presente all’evento anche Francesco Sanna, coautore del volume ‘Il caso Moby Prince. La strage impunita’. “Raccontare di Moby Prince significa dare informazioni su un pezzo di storia dimenticata di questo Paese – ha detto – E’ la più grande strage della storia repubblicana, la più grande strage sul lavoro, avvolta dal mistero fino almeno al 2010. Da lì è iniziato un percorso, fatto dai volontari e dai familiari delle vittime, per arrivare a una ricostruzione almeno storica”.

La procura di Livorno e la Dda di Firenze hanno riaperto l’inchiesta. A 35 anni di distanza il lavoro di ricostruzione resta molto complesso ma, grazie a quanto fatto nei decenni, oggi sappiamo molto di più. “Proprio lo scorso 1 aprile uno degli imputati, poi assolto, in Commissione ha vuotato il sacco e ha raccontato ciò che finora era sempre stato un tabù – continua Sanna – cioè perché il comandante della capitaneria, che quella notte doveva coordinare il soccorso, sia andato per mare senza dare alcun ordine. Questa cosa, negli anni, ha alimentato dietrologie, sospetti, quale potesse essere un movente anche stragista”. La responsabilità per ora è di natura colposa, non è emerso un dolo nelle scelte. “Questa è una rappresentazione della storia del nostro Paese. Quando le regole non vengono seguite, quando chi è al vertice non fa quello per cui viene pagato, allora questo è ciò che può accadere” ha concluso Sanna.
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