REGGIO EMILIA – Nei piani attuativi del Comune ci oltre 250 alloggi Ers non ancora realizzati. Risalgono in genere al Piano regolatore del 2001 e non sono stati completati. In diversi casi, le aziende hanno edificato gli appartamenti per la vendita, ma non quelli previsti dai piani per l’Edilizia residenziale sociale (la cui quota corrisponde al 30%).
Perché il percorso si è rivelato così faticoso? E cosa servirebbe per dare nuovo impulso all’edilizia residenziale sociale? Lo abbiamo chiesto a Marco Corradi, manager di grande esperienza nel settore, per 20 anni alla guida di Acer Reggio Emilia e dal giugno 2025 presidente dell’associazione europea dell’housing sociale: “Le imprese sono interessate a costruire, ma non a gestire – spiega Corradi – perché la gestione degli affitti è mestiere complicato che ha a che vedere con le persone e spesso con le loro condizioni di fragilità. Poi, occorre far tornare i conti: se dobbiamo affittare a 400 o 500 euro al mese, i conti non tornano. Servono terreni a prezzi bassissimi e servono finanziamenti a lungo termine come quelli della Banca Europea degli Investimenti”.
L’associazione presieduta da Corradi rappresenta 44 federazioni nazionali e regionali, gestisce circa 25 milioni di alloggi, pari all’11% del patrimonio abitativo europeo.
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