REGGIO EMILIA – “Il Po ha una portata molto bassa. Gli impianti stanno però derivando, grazie alle infrastrutture realizzate nel 2022 a Boretto, che danno i loro frutti. C’è un elevato numero di richieste e vengono tutte evase”, le parole di Lorenzo Catellani, presidente del consorzio Bonifica dell’Emilia Centrale.
Sono state finora 16mila le prenotazioni di fornitura idrica ricevute dal consorzio. Al termine della stagione irrigua manca poco più di un mese e si stima di superare il picco di 20mila richieste toccato nell’estate del 2022 ricordata come eccezionalmente critica quanto a siccità. “E’ iniziata la raccolta di certe produzioni come i pomodori, ma ci aspettiamo un livello di richieste alto fino al 15 di agosto”, ha aggiunto Catellani.
Se le irrigazioni sono garantite laddove è possibile fare arrivare l’acqua del Po, diverso è il discorso per le aree che dipendono dai torrenti Enza e Secchia. “Non riusciamo più a derivare né dall’Enza, né dal Secchia. In quest’ultimo caso, la disponibilità c’è solo ancora per qualche giorno, grazie al bacino di accumulo di Villalunga che è ancora pieno. Sull’Enza la situazione è più grave, perché non c’è più acqua”.
A rischio ci sono i vitigni e i prati stabili, questi ultimi essenziali per la zootecnia. “I prati stabili dell’area della Val d’Enza, a causa dell’assenza dell’irrigazione a scorrimento, hanno visto una riduzione importante di oltre il 50% della produzione di fieno. Nella stessa area sono in difficoltà anche i vigneti perché non c’è disponibilità d’acqua per l’irrigazione. La raccolta del foraggio ha segnato un importante calo su tutto il territorio provinciale, mettendo in difficoltà la fornitura aziendale per la produzione di latte da parte delle bovine da Parmigiano Reggiano”, ha concluso il direttore provinciale di Coldiretti Alessandro Corchia.
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