BIBBIANO (Reggio Emilia) – “Non c’era sicuramente un sistema di affidamenti illeciti, ma c’era eccome un sistema articolato efficace efficiente di protezione dei minori”. Così Giovanni Garena, autore del manuale “Processo ai Servizi Sociali”.
Il processo non è concluso. Alla sentenza di primo grado, ha fatto seguito il ricorso in Appello, ma ormai la cronaca è diventata fredda, la vicenda giudiziaria segue il suo corso e tanti operatori travolti dal fango mediatico hanno ricominciato una nuova vita, alcuni anche dopo aver cambiato lavoro, perché bollati per sempre. La vicenda dei Servizi sociali della Val d’Enza può diventare oggetto di studi e approfondimenti. Lo ha fatto Giovanni Garena che per preparare la relazione da presentare in tribunale come perito di parte di Federica Anghinolfi, per quattro anni ha studiato metodi, tecniche e modelli innovativi dei servizi per la protezione dei minori. Il Sistema Bibbiano, appunto, diventato ora un manuale scientifico. Dati alla mano, il docente dell’Università del Piemonte orientale, evidenzia nel libro la rilevanza pubblica dell’attività dei servizi sociali, baluardo costituzionale di democrazia e giustizia sociale e la complessità del lavoro degli operatori.
“Quando noi diciamo povertà educativa è difficile da accettare da quella famiglia, perché se parliamo della povertà materiale possiamo anche metterci d’accordo, ma sul fatto di arrivare a dire ‘guarda che tu devi accettare l’aiuto dell’assistente sociale dell’educatore’… è dura da accettare una cosa di questo genere. La chirurgia è accettata in medicina, pare che non sia accettata nell’epistemologia dei Servizi Sociali”, aggiunge Garena.
Una narrazione ribaltata con un sistema dei servizi che ora fa però i conti con le conseguenze seguite al clamore dell’inchiesta: il drastico calo delle famiglie disponibili all’affido, con una decuplicazione dei costi per il sistema pubblico perché gli affidatari, a differenza di quello che si pensa, non sono retribuiti ma ricevono solo un rimborso spese.
“Gli affidatari non sono pagati. Ricevono un rimborso spese per le spese vive, per il mantenimento materiale. Tutto il loro lavoro relazionale, tutto il tempo dedicato a collaborare con Servizi e collaborare con la famiglia originale, è assolutamente gratuito”.
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