REGGIO EMILIA – Reggio è tra le province più sensibili al tema della donazione del corpo alla scienza. Nella nostra provincia sono state formalizzate 11 disposizioni post mortem, un dato che colloca l’Ausl di Reggio al secondo posto in Emilia-Romagna, dietro soltanto a Bologna.
Tale risultato si inserisce in un quadro regionale particolarmente significativo: sono 63 le adesioni registrate dall’inizio dell’anno. Un interesse crescente favorito anche dalla campagna nazionale “Da parte mia”, coordinata dalla Regione Emilia-Romagna per far conoscere ai cittadini questa opportunità ancora poco nota ma fondamentale per la ricerca scientifica e la formazione dei futuri medici.
Per promuovere una scelta informata e consapevole, sono online i primi quattro videoracconti di una serie con testimonianze dirette. Il primo dà voce a Donatella Amoruso, figlia del primo donatore accolto dal Centro di Anatomia dell’Università di Bologna, che racconta il valore umano di una decisione capace di trasformare l’ultima volontà di una persona in un contributo concreto al progresso della medicina.
La possibilità di donare il proprio corpo dopo la morte è disciplinata dalla legge 10 del 2020. Il consenso deve essere espresso in vita, indicando anche un fiduciario. Al termine delle attività di studio che possono durare fino a dodici mesi, il corpo viene restituito alla famiglia. Le spese di trasporto e sepoltura o cremazione sono sostenute dal Centro di riferimento nel rispetto delle volontà espresse dal donatore.
Per informazioni e per scaricare la modulistica è disponibile il sito www.dapartemia.it.
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