REGGIO EMILIA – Tre persone sono state arrestate dai carabinieri nei giorni scorsi e ora si trovano in carcere. Un uomo di 30 anni, originario del Veronese, era ospite a casa dello zio a Scandiano dove stava scontando i domiciliari per reati contro il patrimonio con fine pena nell’ottobre del prossimo anno. Presto, tuttavia, la convivenza si è fatta insostenibile a causa di aggressioni verbali e fisiche, minacce e danneggiamento di mobili di casa. Per questo, il parente si è presentato in caserma dai carabinieri manifestando forte timore per la propria incolumità. A fronte di questo, il magistrato di sorveglianza ha disposto la sospensione della misura e il trasferimento dell’uomo in carcere a Reggio.
Come lui, anche un 35enne residente a Casalgrande sottoposto ai domiciliari dallo scorso febbraio per rapina. Durante le verifiche effettuate dai carabinieri nei giorni scorsi, l’uomo non si è fatto trovare all’interno della propria abitazione negli orari prestabiliti. I giudici della Corte d’Appello di Bologna hanno quindi disposto la revoca della misura, aprendo per lui le porte del carcere di via Settembrini, dove è stato condotto dai militari.
L’ultima storia ci porta a Castelnovo Monti, dove un tunisino di 26 anni, residente a Modena, è evaso dai domiciliari per compiere la classica “truffa del finto carabiniere” ai danni di un’anziana, non andata a buon fine per merito di un parente della donna che l’aveva messo in fuga. A fermarlo, mentre era alla guida, una pattuglia della polizia locale dell’Appennino, che lo aveva sorpreso al cellulare. Dai successivi approfondimenti, svolti con i carabinieri, è emerso che l’uomo sarebbe dovuto essere nella propria abitazione poiché sottoposto appunto alla misura detentiva. Alla luce di quanto appurato, il 26ene è finito in manette per evasione e tentata truffa aggravata e condotto lui pure nella casa circondariale reggiana.









