REGGIO EMILIA – E’ iniziato ieri a Firenze il processo d’Appello per Manolo Portanova, centrocampista della Reggiana, e per lo zio del calciatore Alessio Langella condannati in primo grado dal Tribunale di Siena il 6 dicembre 2022 a 6 anni per violenza sessuale di gruppo. Il sostituto procuratore generale Sergio Affronte ha chiesto la conferma della condanna emessa dopo il rito abbreviato di primo grado. Richiesta arrivata dopo che la Corte d’Appello ha negato il rinnovo dell’istruttoria dibattimentale. La Procura Generale si è anche opposta alla richiesta della difesa di un confronto diretto con la vittima, una ragazza senese che all’epoca dei fatti aveva 21 anni.
L’episodio risale alla notte tra il 30 e 31 maggio 2021 e sarebbe avvenuto in un appartamento nel centro storico di Siena. La ragazza credeva di passare una serata con il calciatore e invece sarebbe avvenuta la violenza di gruppo. Oltre a Portanova e allo zio dell’atleta, avrebbero partecipato anche il fratello allora minorenne del calciatore, condannato in via definitiva a tre anni con sospensione condizionale della pena, e un amico di Portanova, Alessandro Capiello, unico processato con rito ordinario e condannato in primo grado a 9 anni per violenza sessuale. Ieri Portanova non era presente all’udienza di Firenze per gli impegni di campionato di questa sera. Sarà in aula il 16 aprile quando renderà dichiarazioni spontanee. Lo stesso giorno potrebbe arrivare anche la Sentenza della Corte d’Appello.
Leggi e guarda anche
Portanova, la Corte d’Appello sportiva: “Tutto fermo in attesa della giustizia ordinaria”
Reggio Emilia calcio appello Reggiana serie B processo violenza sessuale di gruppo Procura condanna Siena Manolo PortanovaStupro di gruppo: Cappiello condannato a 9 anni, a novembre l’appello per Portanova









