REGGIO EMILIA – Mancano ormai poche ore al via del Mondiale di calcio più lungo della storia, con ben 48 squadre per 104 partite che si disputeranno dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. Questo significa che chi arriverà fino in fondo dovrà vincere una partita in più rispetto alle ultime edizioni, otto invece delle canoniche sette.
Per la terza volta consecutiva, l’Italia non prenderà parte alla competizione, ma sarà comunque rappresentata da Carlo Ancelotti da Reggiolo, che – strano a dirlo per uno con il suo curriculum – è all’esordio a un Mondiale da commissario tecnico. Il suo Brasile, che insegue il sesto successo da 24 anni, è logicamente tra le favorite insieme a Inghilterra, Francia, Germania e ai campioni uscenti dell’Argentina.
Su Ancelotti pesa una statistica che resiste da quasi un secolo: dal 1930, prima edizione della Coppa del Mondo, nessuna nazionale ha infatti mai vinto con un allenatore straniero in panchina. Questo dovrebbe dare la misura dell’impresa che attende il tecnico reggiano, che tuttavia nel corso della carriera si è specializzato in imprese. Prima del 2014, quando vinse la tanto agognata dècima Coppa dei Campioni con il Real Madrid nella drammatica finale contro l’Atletico di Simeone, i blancos erano a digiuno di successi continentali da 12 anni. Se c’è dunque uno che sa davvero come fare miracoli, sportivamente parlando, è Carlo Ancelotti da Reggiolo.
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