CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – Il 21 agosto 2006, il 21enne studente di Castelnovo Monti Giacomo Li Pizzi si tolse la vita gettandosi dalla sommità della Pietra di Bismantova. Un tragedia per la famiglia e un colpo al cuore della comunità: il padre era medico di famiglia, la madre attiva nel volontariato, entrambi in paese molto conosciuti.
Ma la vicenda non finì in quel tragico istante, coinvolse altre famiglie del paese portando tutti a interrogarsi, a Castelnovo monti e nelle aule dei tribunali, su quello che era successo nei giorni precedenti il suicidio.
Fu una specie di terremoto che si scatenò poche settimane più tardi con la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di otto ragazzi, tutti residenti in paese, con l’accusa di morte come conseguenza di altro reato e di violenza sessuale di gruppo. Gli atti delle indagini della procura di Reggio riportarono indietro di 40 giorni.
Nella notte in cui l’Italia divenne campione del mondo di calcio a Berlino, durante i festeggiamenti, successe qualcosa in una stanza di un locale del centro di Castelnovo Monti, l’allora Gasoline: secondo gli inquirenti, il 21enne venne denudato, coperto di scritte e subì abusi, ritenuti a sfondo sessuale, con una cannuccia.
Per la PM Maria Rita Pantani, era evidente il collegamento con il suicidio.
La vicenda processuale si chiuse dopo dieci anni, quando la Cassazione confermò la sentenza di secondo grado. Caddero le accuse più pesanti. Gli otto, difesi dall’avvocato Noris Bucchi, ricevettero condanne da un anno e sei mesi a due anni e sei mesi per violenza sessuale attenuata.
La famiglia di Giacomo Li Pizzi vive ancora a Castelnovo Monti. Il Gasoline ha cambiato più volte gestione negli anni. Oggi al suo posto c’è un albergo con un ristorante, che spesso ospita i turisti o le delegazioni di sportivi che arrivano in appennino. Sono passati 20 anni ma nessuno in paese ha dimenticato quella vicenda.
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