REGGIO EMILIA – Un venerdì di protesta a Reggio. Due settimane dopo la prima manifestazione di sabato 17 e dopo l’occupazione, ancora in corso, dell’Istituto Chierici, gli studenti di “Nous serons la Revolution: creiamo conflitto” tornano in piazza. Stavolta, però, la protesta per la scuola pubblica si unisce con lo sciopero generale promosso dai Sindacati di Base, con corteo cittadino alle 18.00 da Piazza del Monte fino a Piazzale Europa.
La giornata di protesta potrà causare disagi a cominciare dalla viabilità nelle strade a ridosso del centro urbano e avrà impatti su scuola, dove in diversi plessi sono già state previste uscite anticipate degli alunni, e sanità, con Azienda Usl e Asp che garantiranno soltanto le urgenze e i servizi essenziali, con il rischio di rinvii per visite specialistiche e prestazioni ordinarie. Non sul trasporto pubblico perché gli autisti dei bus e i ferrovieri sono stati precettati con l’ordinanza emanata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La prima manifestazione, promossa dai collettivi studenteschi e dal Coordinamento Rabun, cui si uniranno anche i lavoratori che aderiranno allo sciopero, scatterà alle 9 dal Polo di via Makallé. Il corteo studentesco raggiungerà piazza del Monte dove è previsto un concentramento con una serie di interventi degli organizzatori per spiegare le ragioni della protesta. I giovani della “Generazione Gaza” denunciano le poche risorse per la scuola pubblica, l’edilizia scolastica fatiscente e la carenza di personale.
La seconda manifestazione comincerà invece alle 18.00 sempre da piazza del Monte poi il corteo promosso dall’Assemblea reggiana per la Palestina, in appoggio allo sciopero generale dei sindacati di base Usb, Cobas e Cub raggiungerà piazzale Europa. Carovita, rincaro degli affitti, precarietà lavorativa, difesa della sanità pubblica e contrasto all’aumento dei fondi destinati al riarmo e alle spese militari sono al centro delle rivendicazioni. Con i due cortei previsti tra mattina e sera, la piazza punta così a unire lavoratori e studenti in un unico percorso di richiesta di un futuro diverso. La speranza di tutti è che possa essere una giornata di protesta ma senza violenze, scontri e tensoni.








