REGGIO EMILIA – Ogni tanto ci capita ancora di aspettarlo in redazione con la sua agendina e il borsello a tracolla. Pare che sia lì per arrivare, pronto a condurre una puntata del “Salotto della lirica” o per commentare una partita della Pallacanestro Reggiana.
Gian Matteo Sidoli, o meglio Gianni come tutti lo chiamavano, è rimasto nel cuore e nella memoria di tutti noi. Un anno fa ha chiuso gli occhi per sempre nel giorno della festa della Repubblica, lui che disse sempre: “Nel ’46 ero troppo giovane per votare, ma avrei votato Repubblica perché il re era scappato e ci aveva fatto una magra figura”. Ogni tanto ricordava le sue direzioni di gara internazionali. Come arbitro di basket, a metà degli anni Settanta, andò a Pisek in Cecoslovacchia. Alla fine della partita, un uomo lo avvicinò e gli disse: “Io ho partecipato all’uccisione di tuo padre durante la guerra”. Gianni lo guardò e poi lo abbracciò. “Quell’uomo soffriva tanto quanto me”, ebbe a raccontare.
Negli anni Ottanta fu assessore a Quattro Castella e ideò il corteo storico, portando nel paese matildico volti noti dello spettacolo: da Stefania Sandrelli a Enrica Bonaccorti, da Ursula Andress a Florinda Bolkan. Oggi, il suo Comune sta pensando di dedicargli la nuova palestra costruita a Puianello, dove tanti bambini si avvicinano al minibasket. Amante della lirica, su Telereggio ha condotto più di 500 puntate del “Salotto di Gianni”, ospitando artisti e appassionati con contributi di elevata qualità. Gianni Sidoli e sua moglie Margherita, morta due settimane dopo di lui, saranno ricordati il prossimo 14 giugno alle 11 con una messa nella chiesa di Puianello.
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