REGGIO EMILIA – La guardia di finanza di Lecce, con l’ausilio dei colleghi reggiani, ha effettuato un blitz nei giorni scorsi all’interno di un albergo in città poiché avevano nel mirino due persone giunte a Reggio Emilia per lavoro. Dalla perquisizione, tuttavia, non è emerso nulla.
Da più approfonditi controlli in provincia, soprattutto in collina, i militari hanno trovato oltre 10 kg di droga – tra marijuana e hascisc – in un’abitazione, che hanno poi scoperto essere un laboratorio-raffineria che lavorava quegli stupefacenti per accresce il principio attivo e aumentare, giocoforza, il costo sul mercato. I due, italiani con un’età tra i 40 e 50 anni, sono quindi finiti in manette con le accuse di produzione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.
Dopo due giorni in carcere alla Pulce, ieri mattina i due indagati sono comparsi davanti al giudice Andrea Rat che ha convalidato gli arresti. Difesi dall’avvocatessa Chiara Bentivegna del foro di Firenze, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per loro sono stati disposti gli arresti domiciliari a Varese e Lecce. “Aspettiamo di poter accedere agli atti – ha detto alla stampa la legale – una volta che le indagini siano concluse. Poi, valuteremo se sia applicabile la normativa sul trattamento della canapa legale”.











