REGGIO EMILIA – Interruzione di pubblico servizio con l’aggravante del blocco ferroviario: é il reato contestato a una ventina di persone che lo scorso 22 settembre avevano occupato i binari della stazione ferroviaria storica in città, durante la manifestazione organizzata da una serie di sigle cittadine per protestare contro i bombardamenti in corso a Gaza e a sostegno della causa palestinese. I destinatari dei provvedimenti sono stati convocati nei giorni scorsi in Questura per la notizia dell’atto. L’aggravante per il blocco ferroviario (così come per quello stradale stradale) è una novità del Decreto Sicurezza 2025, che trasforma la condotta da illecito amministrativo a reato penale, prevedendo la reclusione fino a un mese e multa fino a 300 euro, e inasprisce la pena a 6 mesi-2 anni se commesso da più persone riunite.
A quella manifestazione parteciparono circa 7mila persone: dopo essersi radunato alle 18.30 in piazza Prampolini, il corteo si era diretto in circonvallazione, creando qualche disagio al traffico considerata anche l’ora di punta. Un gruppo composto da diverse decine di dimostranti Propal avevano poi proseguito verso la stazione storica dove aveva sostato per circa un quarto d’ora sui binari. La circolazione ferroviaria era rimasta ferma dalle 19.20 alle 19.45 e una decina di convogli ha registrato ritardi fino a 30 minuti.
“Continueremo a fare quello che ci ha contraddistinto in questi decenni, manifestare ed opporci contro ogni limitazione dell’agibilità politica dei movimenti di protesta”, hanno commentato in una nota gli Spazi Sociali di Reggio, che vedono diversi militanti tra i denunciati.
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