RUBIERA (Reggio Emilia) – Il 14 gennaio di cento anni fa il teatro Herberia di Rubiera veniva inaugurato con la messa in scena dell’opera lirica La Bohème di Giacomo Puccini. Nato per iniziativa di un gruppo di rubieresi, l’edificio è stato teatro, cinema fin dall’epoca del muto e per tutto il dopoguerra, ha poi interrotto l’attività finché è stato acquistato e restaurato a cura del Comune nel 1998.
E’ prima di tutto un palcoscenico su cui sono nati spettacoli che letteralmente hanno girato tutta l’Italia e tutto il mondo grazie al centro di produzione teatrale della Corte Ospitale. Fu una cosa illuminata e il teatro dopo un secolo è ancora qui e assolutamente vivo.
“Il teatro è la cattedrale laica di ogni luogo. Dove c’è il campanile di una chiesa, c’è uno spazio teatrale che è un luogo della comunità – racconta Giulia Guerra, direttrice de La Corte Ospitale – Figura centrale del gruppo di fondatori del teatro Herberia fu Umberto Tirelli, caricaturista di grande talento”.
“E’ lui – le fa eco Desi Zanellati dell’ufficio cultura del Comune di Rubiera – che ha realizzato il disegno che adesso noi stiamo utilizzando come logo per veicolare i cento anni del teatro: la maschera della tragedia greca, la maschera della commedia, la lira di Apollo che era il dio della poesia”.
“Abbiamo incontrato persone che avevano da condividere storie e testimonianze sul teatro Herberia”, spiega l’assessora comunale alla cultura Alessia Capuano. Mercoledì 14 gennaio, alle ore 21, i cento anni saranno celebrati con la riproposizione delle arie più conosciute della Bohème, ospite della serata l’attore e cantautore Peppe Servillo.
E’ consigliata la prenotazione, c’è una mail di riferimento che è quella dell’ufficio cultura di Rubiera perché ci aspettiamo comunque che la comunità risponda. (ingresso gratuito, mail: cultura@comune.rubiera.re.it)
Reggio Emilia Rubiera Emanuele Cavallaro teatro Herberia Peppe Servillo Umberto Tirelli Corte Ospitale 100 anni fa Boheme di Puccini Alessia Capuano Giulia Guerra










