MONTECCHIO (Reggio Emilia) – Era in sofferenza respiratoria, per questo motivo un bambino è stato portato dalla madre al pronto soccorso di Montecchio. E’ accaduto lunedì sera. Al momento dell’arrivo della donna e del figlioletto al “Franchini”, erano però già passate le ore 20, orario di chiusura del Punto di Primo intervento.
All’esterno della struttura il bimbo, con respiro sempre più affannoso, è stato intercettato da due infermieri che stavano smontando dal turno pomeridiano. Sono stati loro ad allertare i soccorsi. Nell’arco di meno di cinque minuti sono giunti due mezzi: l’ambulanza e l’autoinfermieristica.
Nove minuti dopo, cioè alle 20.27, è arrivata l’automedica, il cui medico a bordo, durante il tragitto, ha fornito indicazioni al personale infermieristico nelle prime manovre di emergenza, durante le quali sono stati somministrati ossigeno e aerosol.
Una volta stabilizzato, il piccolo, che ha 4 anni, è stato trasportato all’ospedale di Parma. Il suo quadro clinico è tenuto sotto osservazione dai professionisti della terapia intensiva pediatrica. Le condizioni risultano stabili.
L’episodio riporta alla mente un’analoga vicenda che risale giusto a due anni fa. In quel caso una donna al secondo mese di gravidanza morì davanti all’ospedale di Montecchio. Lì, autonomamente, il marito aveva deciso di portarla con la propria auto.
L’Ausl, attraverso una nota, pur comprendendo lo stato paura e di tensione vissuto dai familiari durante le situazioni di criticità, ricorda come comportarsi: tempestivamente va chiamato il 112, ovvero il numero della Centrale Operativa, descrivendo quanto sta accadendo e rispondendo alle domande dell’operatore, al quale spetta il compito di indicare il percorso migliore per il trattamento del paziente.
“A prescindere dagli orari dei servizi – sottolinea la nota – è la centrale operativa che in base alla gravità e alla patologia decide il mezzo da inviare e la struttura di destinazione. ll minore – precisa l’Ausl – sarebbe stato comunque inviato a Parma perché la risposta adeguata prevista dai protocolli era sull’Azienda di Parma”.
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