SCANDIANO (Reggio Emilia) – C’è un viaggio che non si misura in chilometri, ma in coraggio. È quello che porterà Aurora, una studentessa dell’Istituto “Galvani-Iodi” di Reggio Emilia, fino al prestigioso Salone del Libro di Torino. Sabato 16 maggio, nella Sala Madrid del Lingotto, Aurora salirà sul podio della X edizione del concorso internazionale “Adotta l’orso”, un’iniziativa nata per dare voce a chi vive l’isolamento o l’autoreclusione.
La storia di Aurora è la storia di una battaglia silenziosa contro la fobia sociale e scolare, un ritiro dal mondo iniziato in seconda media. Se oggi quella timidezza si è trasformata in un successo letterario, lo si deve a una “rete invisibile” che ha saputo ascoltare il suo silenzio. In prima linea, come vere sentinelle capaci di intercettare il disagio prima che diventasse un muro insormontabile, figurano la psicologa Federica Sassi (NPIA) e la coordinatrice Giulia Ferretti (Cooperativa Sociale Base). Sono state loro, insieme alla pediatra Angela Zanni e al dott. Romani Fabio (Centro dell’ascolto l’Aurora) a riconoscere i segnali del fenomeno e a tessere la trama di un supporto che non ha mai lasciato la ragazza da sola.
La professionalità della dott.ssa Sassi e l’instancabile lavoro di coordinamento di Giulia Ferretti hanno permesso di trasformare una situazione di crisi in un progetto di vita. Grazie a questa base solida, l’Amministrazione Comunale di Scandiano e il Servizio Sociale Unificato hanno potuto attivare tempestivamente l’Istruzione Domiciliare, garantendo ad Aurora il diritto allo studio.
Su questo terreno fertile si è innestato il lavoro della scuola. I docenti hanno intravisto il potenziale creativo di Aurora proponendole il concorso, mentre le docenti di sostegno, Luigia Ambrosino e Chiara Salsi, sono diventate i suoi pilastri quotidiani. Il percorso di Aurora è stato un delicato passaggio di testimone: dalla dedizione della Cooperativa Base, che l’ha accompagnata con cura fino allo scorso anno, alla sensibilità di Giulia Benicasa (educatrice di Pangea), che oggi ne raccoglie l’eredità come figura di riferimento nel quotidiano.
«Di questa problematica si parla ancora troppo poco», spiega la mamma di Aurora, iscritta all’associazione Hikikomori Italia. «Vedere mia figlia premiata al Lingotto, sostenuta dalla Dirigente scolastica e dal dott. Nearco Corti, dimostra che quando istituzioni e professionisti come la dott.ssa Sassi e Giulia Ferretti collaborano, il muro dell’isolamento si può sgretolare».
Sabato sarà la prof.ssa Ambrosino ad accompagnare Aurora a Torino. Ma su quel palco, idealmente, salirà tutta la rete territoriale che ha saputo trasformare una fragilità in una vittoria luminosa.










