REGGIO EMILIA – Il corpo di Mena Istafanous può essere riconsegnato alla sua famiglia. E’ stata eseguita in mattinata a Modena, dal medico legale Franco Marinelli, l’autopsia sul 26enne morto suicida in carcere a Reggio venerdì sera. Un decesso che sarebbe sopraggiunto per asfissia, visto che il ragazzo avrebbe utilizzato il cavo della tv, ma il condizionale è d’obbligo con i risultati definitivi dell’esame non ancora arrivati. Risultati che daranno tante altre risposte, a cominciare dai tempi in cui i fatti si sono svolti. Il ragazzo ormai senza vita è stato trovato attorno alle 20 da un agente di polizia penitenziaria: l’ipotesi è che Mena Istafanous abbia compiuto il gesto poco tempo prima, ma, appunto, sarà questo uno degli elementi da appurare. Il sostituto procuratore Giulia Galfano indaga per istigazione al suicidio, per ora contro ignoti.
“Mena, lo dice l’espressione stessa, era in custodia cautelare, la custodia dello Stato”, dice l’avvocato Franco Beretti, che nelle prossime ore incontrerà padre, madre e sorella del 26enne ora impegnati nell’organizzazione dei funerali, “e la custodia – prosegue il legale – deve rispettare dei criteri”.
La procura ha acquisito verbali e cartelle cliniche: i primi raccontano dei giorni passati in carcere dal 26enne, le seconde dello stato in cui si trovava. Mena era stato l’autore dell’aggressione al distributore Ego del 27 settembre, provocando per fortuna ferite non letali in tre persone: si era accanito su una donna con un cacciavite e aveva investito le due persone che erano accorse per aiutarla. Aveva problemi di salute mentale, era in cura al Csm di Reggio; in preda a quei disturbi, è stato ipotizzato fin dal suo arresto, avrebbe compiuto l’atto folle del distributore. Un’aggressione senza alcuna motivazione.
“Quello che è successo non è cancellato dalla morte di Mena – prosegue l’avvocato – Si tratta di due eventi paralleli. Agevoleremo in ogni modo possibile le vittime dell’aggressione“. Intanto, sempre l’avvocato ha ricevuto la telefonata del professor Gian Maria Galeazzi, direttore del Dipartimento di Salute Mentale: “Si è messo a disposizione della famiglia col suo staff, abbiamo davvero apprezzato”, conclude il legale.
Reggio Emilia autopsia carcere suicidio tentato omicidio distributore Mena Istafanous





