REGGIO EMILIA – “Sopra di noi c’era la tempesta, ma nello spogliatoio però c’era sempre il sole, per via del legame forte tra noi giocatori, che ci ha consentito di andare fuori a combattere contro questa tempesta”. Usa una metafora di tipo meteorologico Jaime Echenique per rendere l’idea dello stato d’animo suo e dei suoi compagni di squadra nel momento in cui, nella prima parte della stagione che si è da poco conclusa, la serie di sconfitte consecutive aveva raggiunto il numero otto unità.
Il cestista colombiano 29enne si è raccontato nell’ultima puntata di Reggio a Canestro. Tra le cose a cui si dedicherà durante l’estate, ha detto, ci sono i tiri liberi, in quanto non soddisfatto dal suo rendimento dalla lunetta con la canotta biancorossa. “E’ la prima volta che ho fatto così fatica dalla linea del tiro libero – le sue parole -, ci sarà spazio per dei miglioramenti nell’arco dei prossimi mesi. Mi concentrerò però in particolare sul riposo perché è stata una stagione lunga. Sono contento di non essere mai stato assente e di avere disputato tutte la partite. Per questo ringrazio tutto lo staff e in particolare il fisioterapista. Ci hanno aiutato ad essere sempre pronti in campo”.
Tra le domande rivolte a Echenique, una ha riguardato il suo caratteristico tiro dal post basso. Un’arma che non è passata inosservata e che, anzi, è diventata piuttosto riconoscibile. “E’ qualcosa sulla quale ho iniziato a lavorare sin da piccolo grazie a uno dei miei primi allenatori, diventato un mentore, un secondo padre. Era un fanatico dei San Antonio Spurs, era fissato con lo stile di gioco di Tim Duncan e subito ha cercato di affibbiarmelo. Su questo ho lavorato tantissimo, tant’è che ora questo tiro mi risulta facile e automatico, ma dietro c’è stato tanto esercizio al college, con il mio coach. Oggi i centri in grado di realizzare queste giocate sono un’eccezione.”
Così, poi, il giocatore ha spiegato il particolare rapporto che si è creato tra lui e Jamar Smith che in queste ora ha annunciato la fine del capitolo da giocatore dicendosi pronto a diventare allenatore. “Sono stato molto contento di avere condiviso questa stagione con lui, specialmente all’inizio quando le cose erano difficili e non andavano per il meglio. Jamar è riuscito a fare da ponte, tra le mie idee e le richieste del coach e dello staff. Jamar è riuscito a spiegarmi cosa nello specifico mi veniva richiesto, dal punto di vista tecnico, agonistico e del carattere.”
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Reggio Emilia Pallacanestro Reggiana Reggio a canestro Jamar Smith Una Hotels Jaime Echenique Tim DuncanL’ultima puntata di “Reggio a Canestro” con Jaime Echenique. VIDEO









