BOLOGNA – L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle fragilità stanno mettendo sempre più sotto pressione il sistema di assistenza agli anziani. Una sfida destinata ad accentuarsi nei prossimi anni, con bisogni assistenziali sempre più complessi.
Per fronteggiare questa situazione, la Regione Emilia-Romagna ha aumentato le risorse del fondo regionale per la non autosufficienza, portandole a quasi 594 milioni di euro, 30 milioni in più rispetto all’anno precedente. Al reggiano sono stati destinati 65,3 milioni di euro.
Le risorse serviranno a rafforzare l’assistenza domiciliare, sostenere i centri diurni, potenziare i servizi e aumentare i posti accreditati e convenzionati nelle Cra. Le tenuta dei servizi sociali è tra le priorità del mandato, hanno ricordato il presidente De Pascale e l’assessore al Welfare e terzo settore, Isabella Conti.
Resta aperta la questione delle liste d’attesa per l’ingresso nelle Cra, le Case residenza per anziani. Il capogruppo regionale di Forza Italia, Pietro Vignali, parla di una situazione non più sostenibile. Secondo i dati forniti dalla Regione, a fine 2025 erano 12.702 gli anziani in attesa di un posto nelle strutture residenziali dell’Emilia-Romagna. Nella provincia reggiana le persone in lista d’attesa risultano essere 1.636, 400 nel comune capoluogo, con tempi medi di ingresso in casa di riposo di un anno e mezzo. Una criticità a cui si affianca la difficoltà a reperire personale qualificato, altro elemento che pesa sull’intero sistema assistenziale.
Da una parte, dunque, la Regione che continua ad aumentare gli investimenti per la non autosufficienza; dall’altra, la necessità di trasformare queste risorse in posti disponibili e in tempi di accesso più rapidi alle strutture. Una sfida destinata a diventare sempre più centrale per il futuro del welfare emiliano-romagnolo.
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