REGGIO EMILIA – Sembra Csi Miami e invece siamo a Casina, Carpineti, Castelnovo Monti, Toano, Ventasso, Vetto e Villa Minozzo. Qui 13 agenti di Polizia locale fanno un lavoro straordinario al servizio dell’Unione Appennino Reggiano.
Basta guardare i risultati ottenuti nei primi 10 mesi dell’anno: gli agenti hanno gestito 1.173 violazioni al codice della strada, sono intervenuti in 88 incidenti e protetto 50 feriti. Hanno inviato alla Procura di Reggio e alla Procura Minorile 60 notizie di reato, tra le quali maltrattamenti in famiglia, reati da codice rosso, spaccio, furti, lesioni e pure truffe. Truffe come quella scoperta attraverso i movimenti di un sacco di carte postepay, finita con 14 denunce.
Gli agenti hanno creato pure un laboratorio scientifico che ha permesso di incastrare il terzo uomo di una banda di malviventi in fuga, scovato grazie alle impronte digitali sul mezzo che aveva abbandonato. “Grandi risultati – denunciano i sindacati – ottenuti senza avere organici adeguati e con due problemi lasciati irrisolti dalla politica locale, che rischiano di inceppare tutto”.
Così Cisl Fp Emilia Centrale, Fp Cgil Reggio e il Sulpl chiedono ai sindaci una svolta e in particolare di potenziare il progetto speciale che permette ai tredici agenti di lavorare su tutto il territorio coi turni di notte e nei festivi e di approvare entro il 31 dicembre la delibera che crea il Corpo di Polizia locale dell’Unione, in modo da non perdere i finanziamenti del Prt regionale.
Poi arriva la precisazione, dopo l’aggressione di Casina: “l’uomo era già stato preso dalla Polizia Locale due volte e due volte denunciato. Se era a piede libero non è colpa degli agenti e questa è un’altra storia”, chiosano Cisl Fp, Fp Cgil e Sulpl.













