REGGIO EMILIA – Le politiche per la sicurezza sono diventate da tempo terreno di battaglia politica, con effetti talvolta disorientanti. Pochi giorni fa, per fare solo l’esempio più recente, mentre il capogruppo in sala del Tricolore di Fratelli d’Italia diffondeva una nota in cui parlava di Reggio come di una città ‘sempre più ostaggio della violenza e del degrado’, il comandante provinciale dei Carabinieri, alla festa annuale dell’Arma, diceva che nei primi cinque mesi di quest’anno i reati in città sono diminuiti del 20 per cento. Chi ha ragione?
Consegnati al libro dei sogni gli appelli al potenziamento degli organici delle forze dell’ordine, a livello governativo vengono ignorate anche le richieste che arrivano dalla Procura, dove mancano il 50 per cento dei magistrati, il 40 per cento del personale amministrativo e 8 cancellieri su 9. L’esecutivo ripone invece grandi aspettative sul nuovo decreto sicurezza approvato in aprile.
In attesa di misurarne gli effetti concreti, può essere utile chiedersi quali risultati abbia prodotto il precedente Decreto sicurezza, quello dell’aprile 2025. Ci vengono in aiuto in questo senso le statistiche della Divisione anticrimine della Questura di Reggio. Il Decreto sicurezza dell’anno scorso ha introdotto dieci nuovi reati, dal blocco stradale e ferroviario alla resistenza passiva all’istigazione a disobbedire alle leggi. Per 7 di questi reati non vi è stata nessuna denuncia, per uno – legato alla droga – una sola. Gli unici due reati per i quali vi sono state denunce sono l’occupazione arbitraria di immobili (11) e la truffa aggravata ai danni di anziani (478). Le denunce in realtà c’erano state anche negli anni precedenti (rispettivamente 15 e 456), perchè i reati erano già previsti dal codice, solo in modo più generale. Il Decreto sicurezza del 2025, oltre a 10 nuovi reati, ha introdotto anche 9 nuove aggravanti. L’anno scorso nessuna di queste aggravanti è mai stata contestata dagli agenti della Questura. (4/fine)
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