REGGIO EMILIA – Ha coinvolto da vicino anche la nostra provincia l’operazione della polizia di Stato che ha portato all’arresto di nove cittadini di nazionalità indiana. Gravi le accuse nei loro confronti: sequestro di persona, estorsione aggravata e lesioni personali. Cinque dei nove arrestati dovranno rispondere anche di porto e detenzione illegale di armi da fuoco in luogo pubblico.
La vicenda risale all’inizio dell’anno. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima è stata rapita l’8 gennaio e inizialmente segregata all’interno di una cascina isolata nella provincia di Rovigo. Lì è stata denudata, picchiata e minacciata con pistole per costringerla a cedere del denaro. Il giorno successivo i rapitori hanno trasferito il connazionale nel Reggiano, all’interno di un’abitazione dove la prigionia è continuata, accompagnata da ulteriori violenze.
Allo stesso giorno risale l’avvio delle indagini, cominciate con tre arresti avvenuti in un ufficio postale nel bresciano dove la vittima era stata portata assieme alla madre da tre malviventi, sempre armati di pistola. L’obiettivo della banda era costringere i due a prelevare 6mila euro da un libretto di risparmio. Il piano è però fallito grazie alla prontezza dei due ostaggi che, approfittando di un momento di distrazione dei carcerieri sono riusciti a chiedere aiuto a un poliziotto fuori servizio presente casualmente nell’ufficio postale. L’intervento immediato degli agenti ha consentito di arrivare, come dicevamo, ai primi tre arresti, in quel caso in flagranza.









