REGGIO EMILIA – Svolta sulla partecipazione degli insegnati di scuole ebraiche al soggiorno di studio pedagogico a Reggio, in programma dell’11 al 16 ottobre. I 25 educatori provenienti da Israele hanno confermato la loro presenza, mentre il gruppo di insegnanti statunitensi ha scelto di rinviare il viaggio dopo aver seguito a distanza il dibattito cittadino degli ultimi giorni.
A sollevare dubbi sull’opportunità della loro partecipazione era stato l’attivista Cosimo Pederzoli, secondo cui alcuni degli istituti di provenienza dei docenti si sono adoperati “in iniziative a supporto delle unità militari dell’esercito israeliano”. Da qui la presa di posizione critica di un gruppo di genitori, seguita dalla richiesta della Cgil a Reggio Children di annullare la visita. Un confronto accesso che ha diviso anche la politica. Sulla posizione della Camera del lavoro infatti si sono trovati d’accordo anche alcuni partiti di maggioranza cittadina, come 5 Stelle e Avs. Le istituzioni, locali e regionali, e il Pd, di contro, hanno ribadito l’importanza di distinguere tra singoli cittadini e responsabilità di Stati e governi, nello specifico quello israeliano a Gaza.
La protesta contro la visita è culminata martedì nella manifestazione di protesta davanti al Centro Malaguzzi mentre era in corso la Consulta per l’infanzia della città in cui Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia e Reggio Children hanno presentato il documento ‘Per una educazione democratica e partecipata’, incentrato sui valori del Reggio Emilia Approach: scuole aperte, accoglienza e ferma opposizione alla militarizzazione. Un documento che chi intende partecipare alle attività dovrà firmare e dichiarare di condividere. Una risposta di principio a un mondo sempre più ‘in guerra’.
Nel caso specifico, Reggio Children aveva annunciato che i partecipanti alla visita avrebbero dovuto esplicitare la presa di distanza dalle politiche del governo israeliano. Oggi la risposta ufficiale degli insegnanti delle scuole ebraiche che partecipano a titolo individuale alle attività. Reggio Children ha accolto la decisione con rispetto, ribadendo che il dialogo non si interrompe ma proseguirà non appena le condizioni lo consentiranno: “Parlarsi è un lavoro, e a volte chiede tempo. È la cosa che sappiamo fare, ed è quella che continueremo a fare”.
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