CASINA (Reggio Emilia) – “Abbiamo l’ultima possibilità di salvare la scuola. L’esempio di Quara è per noi una grande vittoria. Significa che la comunità montana resiste, e quando le istituzioni vogliono farsi sentire il risultato si ottiene. Purtroppo la stessa sorte non è ancora avvenuta per Paullo”.
Alessia Baldi ci crede ancora. In questi mesi, in qualità di portavoce delle famiglie con bambine e bambini dai tre ai sei anni, si è data da fare per evitare la chiusura della scuola d’infanzia di Paullo di Casina, rimasta con un numero insufficiente di iscritti.
La scure della denatalità si è abbattua allo stesso modo nella frazione di Quara, a Toano dove però è stata trovata una soluzione: la materna statale resterà aperta anche per soli cinque piccoli, questo il numero complessivo degli alunni che la frequenteranno nell’anno scolastico in partenza.
“Non possiamo guardare solo i numeri” ha commentato con soddisfazione nei giorni scorsi il sindaco Leonardo Perugi parlando di “un risultato importante ottenuto per tutto il territorio”.
“Paullo vuole esserci, Paullo vuole resistere e come Quara vuole portare a casa il risultato: una deroga per il 2026 nel preservare il plesso”. Ma in che modo, a Quara, è stato possibile salvare la scuola? Sostanzialmente mantenendo invariata l’assegnazione di personale stabilita dal provveditorato. Significa che i sei insegnanti che erano stati destinati a due plessi, ovvero Cavola e Toano, verranno distribuiti su tre sedi, andrà cioé contata anche quella di Quara, considerata in un primo momento come soppressa.
Lo stesso tipo di operazione non è detto che sia replicabile sul territorio di Casina che dal punto di vista delle attività scolastiche statali è accorpato a Carpineti sotto un unico istituto comprensivo.
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