REGGIO EMILIA – Non suonerà la prima campanella, ma domani le scuole primarie di Reggio riapriranno per davvero. Le vacanze non sono ancora finite, ma per oltre 8mila giovani emiliano-romagnoli scatta il progetto “Scuole Aperte”. La piccola grande rivoluzione voluta dalla Regione per sostenere la genitorialità e conciliare i tempi di vita e lavoro delle famiglie. Piccola, perché rispetto alla platea potenziale di 100mila bambini, le adesioni nei 42 comuni dove scatta la sperimentazione, non sono da tutto esaurito; grande perché il servizio, nella maggior parte dei casi come a Reggio a costo zero per le famiglie, rappresenta una vera svolta per tanti genitori e un bel risparmio economico. Non solo, la scuola si mette così sempre più in relazione con il territorio, con l’associazionismo e il terzo settore, nel rispondere ai bisogni formativi dei bambini, anche fuori dall’orario canonico di lezione, che scatterà anche quest’anno il 14 settembre quando suonerà davvero la prima campanella.
Con un investimento iniziale di 3 milioni di euro, “la Regione è riuscita così a mettere a disposizione dei bambini nuove opportunità, in grado di generare divertimento sano e valorizzare la relazione umana in presenza e di far nascere nuove passioni”, come sottolineato dall’assessora Isabella Conti che ha fortemente voluto la sperimentazione. A Reggio questa opportunità ci sarà solo nel comune capoluogo. 15 i plessi scolastici che apriranno in anticipo, grazie a un investimento dell’amministrazione di 26omila euro che consentirà a 731 i bambini – tra cui 59 con disabilità – di svolgere attività dalle 8 alle 13, per due settimane. Niente lezioni frontali tradizionali, ma un ricco programma di attività. Si va dai laboratori sui diritti attraverso i fumetti alla scuola Italo Calvino, fino alle indagini naturalistiche ispirate a Darwin nei plessi Zibordi, Cà Bianca e Boiardo. Lo sport sarà una costante ovunque, coprendo oltre il 30% del tempo totale tra basket, flag football e boxe educativa per combattere la sedentarietà. Una sperimentazione che la Regione punta già a rendere stabile e strutturale per il futuro.
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