REGGIO EMILIA – “E’ una cosa che succede sempre da un’altra parte, sempre a qualcun altro. Stavolta è successa lì. Era un loro collega. C’è proprio una preoccupazione generale, su cosa succederà domani, su cosa diranno gli inquirenti”. Così Massimo Tiramani, funzionario della Fiom Cgil.
Si respira un clima di sconcerto oltre che di profonda tristezza alla Mazzoni Srl. I circa quaranta dipendenti dell’azienda hanno osservato quattro ore di sciopero, anziché due il doppio rispetto alle due indette dai sindacati. Lavorava per l’azienda a conduzione familiare, nata come laboratorio artigianale e diventata di livello internazionale, Simone Dallai, morto martedì schiacciato dal muletto che stava guidando.
“L’assemblea di oggi si è concentrata su cosa fare, a cosa stare attenti, quali i segnali di pericolo”, continua Tiramani.
Si svolgerà la prossima settimana l’autopsia sul corpo della vittima, che aveva 47 anni ed era in possesso del patentino da mulettista. Il momento in cui il mezzo, a tre ruote, si è ribaltato su un lato è stato ripreso dalla videosorveglianza, le cui immagini contribuiranno alla ricostruzione dell’accaduto. Un tipo di casistica, purtroppo, tutt’altro che rara, che fa il paio con le cadute dall’alto, l’ultima delle quali è avvenuta a Castelnovo Sotto, in località Case Melli dove un operaio è precipitato da circa tre metri mentre si trovava su un soppalco. Soccorso, è stato trasportato in ambulanza al Santa Maria Nuova. “Parliamo di intelligenza artificiale e si muore sul lavoro. La sicurezza non è cresciuta come l’innovazione tecnologica”, chiosa Tiramani.
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