Interviste di Claudio Valeriani
per Buongiorno Reggio
REGGIO EMILIA – Striscioni, bandiere, slogan, un corteo pacifico che si è snodato per le vie del centro per manifestare contro l’attuale sistema scolastico italiano che, sostengono i manifestanti, non li rappresenta. Sono stati oltre un migliaio i presenti, secondo fonti della questura, tra cui centinaia di studenti che sono partiti dal polo scolastico di via Makallè. Tanti anche gli adulti presenti nel corteo che è stato scortato lungo il percorso da decine di agenti e di appartenenti alle forze dell’ordine.
La prima tappa è stata il liceo artistico “Chierici”, al quinto giorno di occupazione. Qui i ragazzi si sono uniti per poi proseguire per le vie dell’esagono. L’occupazione dell’istituto è terminata intorno alle 16 quando gli studenti sono usciti dopo aver avuto un colloquio con la dirigente e ottenuto un incontro che si terrà martedì 3 novembre oltre a una collaborazione a raggiungere gli obiettivi che hanno portato all’occupazione. Tra questi avere un’aula auto gestita, poter frequentare un corso di educazione anatomo-sessuo-affettiva e una maggiore attenzione all’edilizia dell’istituto e ad alcune sue criticità.
La protesta per la scuola pubblica si è unita allo sciopero generale promosso dai sindacati di base, Cobas e Cub per l’intera giornata contro il caro vita, la precarietà lavorativa e in difesa della sanità pubblica.
Una terza manifestazione si è tenuta infine alle 18: promossa dall’Assemblea reggiana per la Palestina, al centro delle rivendicazioni ci sono l’aumento dei fondi destinati al riarmo e alle spese militari. Il corteo si è trovato in piazza del Monte e ha proseguito fino a piazzale Europa.
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