REGGIO EMILIA – “Entro la fine del 2022 – spiega l’assessore Raffaele Donini – i tempi previsti dovranno essere rispettati almeno nel 90% dei casi, raggiungendo gli indici di performance richiesti (area verde), e quindi dovrà essere garantita la prima visita specialistica entro 30 giorni e un accertamento diagnostico entro 60. In media, questi i tempi che prima del 2020 erano rispettati nel 97% dei casi, ed è a valori analoghi che la Regione vuole arrivare entro il 2023”.
La Regione schiaccia il piede sull’acceleratore dopo che il covid ha portato a un rallentamento molto pesante della macchina sanitaria per quanto riguarda visite diagnostiche e interventi non urgenti. L’obiettivo è quello dunque di ridurre i tempi delle liste di attesa. Lo scorso aprile il nostro Tg vi aveva raccontato ad esempio i ritardi per l’esame cardiologico dell’Holter presso l’Ausl di Reggio: fino a otto mesi di attesa anziché due.
Ma come la Regione prevede di agire? Ecco il percorso illustrato dall’assessore alla Sanità: “Per quanto riguarda gli interventi chirurgici programmati, si punta al massimo efficientamento delle sale operatorie, con una programmazione chiara e definita dei percorsi di preparazione dei pazienti per azzerare i tempi di degenza pre-operatori; un contributo, inoltre, è atteso dal privato accreditato: saranno ampliate le ore di sale operatorie disponibili dove operano i professionisti del servizio sanitario pubblico, così da poter aumentare il numero degli interventi; proseguirà poi il monitoraggio costante da parte della Regione della capacità delle Aziende sanitarie di erogare le prestazioni. Sul fronte della diagnostica e delle visite specialistiche il tema chiave è quello della maggior produzione e della appropriatezza”.
Il presidente Bonaccini ha colto l’occasione per rivolgere, con preoccupazione, un appello al Governo sulla carenza del personale sanitario: “Oggi mancano circa 500 medici di medicina generale per scelte sbagliate del passato”.
In tutta l’Emilia Romagna oltre un milione e cinquecentomila prestazioni rinviate per il Covid sono già state recuperate, a cui si aggiungono 53 mila interventi chirurgici. Intanto, per protestare contro le carenze del settore sanitario la Cgil ha annunciato un presidio lunedì sotto la sede della Regione a Bologna.










