REGGIO EMILIA – Sala del Tricolore piena, questa mattina, per l’edizione 2026 del premio per la pace Giuseppe Dossetti. Tra i riconoscimenti assegnati, anche quello all’ex premier Romano Prodi.
Valorizzare l’impegno dimostrato da persone e associazioni che si sono spese a favore della pace. È l’intento del premio intitolato al padre costituente, di cui quest’anno ricorrono i 30 anni della scomparsa. A lui si deve in particolare la formulazione dell’art. 11 della Costituzione. All’ex premier ed ex presidente della Commissione europea abbiamo chiesto se questo articolo, improntato alla pace, sia stato rispettato in modo adeguato in questi ultimi anni. “Non solo dice ripudia la guerra, ripudia è una parola forte. Ma dice che bisogna creare le condizioni affinché ci sia la pace. Quindi strutture internazionali, strutture di cooperazione tra i paesi, uguaglianza e rispetto tra i paesi stessi. Non è che il mondo l’abbia rispettato”, le parole di Prodi. “La pace che abbiamo avuto è stata una pace di tensione fra le grandi potenze. Alla fine queste cose cessano. E siamo in questo momento in cui le grandi potenze agiscono purtroppo come tali. Il mondo è diviso tra Stati Uniti e Cina, quindi l’articolo 11 è la nostra base ma è difficile da fare rispettare in un mondo in cui è tornato lo scontro”.
“Restiamo umani” è lo slogan di questa edizione numero 17 del Premio. Un’esortazione ad essere più solidali e più empatici di fronte alle atrocità della guerra dice il presidente della giuria, l’ex parlamentare Pierluigi Castagnetti.
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