CASTELNOVO SOTTO (Reggio Emilia) – In una fase in cui si assiste spesso alla chiusura di attività, a Castelnovo Sotto circolano invece ipotesi che lasciano intravedere una prospettiva incoraggiante in una zona considerata strategica, soprattutto di grande passaggio per chi transita da Reggio verso la bassa e viceversa.
Da mesi si parla infatti dell’arrivo di un nuovo supermercato Conad e di un punto vendita Tigotà, la catena veneta specializzata in prodotti per la cura della persona e della casa. Due progetti distinti su terreni privati. Le informazioni raccolte consentono di delineare un quadro preliminare dell’operazione.
Il supermercato Conad troverebbe spazio nell’area adiacente alla grande rotonda, oggi solo parzialmente completata e originariamente inserita in un progetto che prevedeva il collegamento con l’ex Consorzio agrario. Il terreno appartiene a una nota famiglia di imprenditori locali.
Dalla parte opposta della provinciale, ex SS 358, sorgerebbe il punto vendita Tigotà, su un terreno privato già protagonista di una significativa riqualificazione: qui il proprietario ha realizzato negli anni una pizzeria, un distributore di benzina e lo storico pub del paese, tutti dati poi in affitto. Ora l’intenzione sarebbe quella di ampliare ulteriormente l’offerta commerciale.
Per entrambi i progetti siamo ancora nella fase embrionale. Il nodo principale riguarda il cambio di destinazione d’uso delle due aree, oggi classificate come artigianali e da trasformare in commerciali. Si tratta di un percorso amministrativo complesso che prevede l’avvio dell’interlocuzione tra i privati e il Comune, seguito dall’assunzione dell’interesse da parte dell’amministrazione e dall’adozione formale in Consiglio comunale. A questo si aggiungono i pareri obbligatori della Provincia e della Regione, il tutto inserito nella cornice del Pug, il Piano urbanistico generale e degli accordi urbanistici collegati.
Secondo le prime stime, l’intero iter potrebbe concludersi non prima della fine del 2026.
Nonostante il condizionale sia d’obbligo, i due progetti stanno già raccogliendo consensi tra i castelnovesi considerando anche i possibili risvolti occupazionali.
Un segnale incoraggiante, soprattutto per una comunità che circa un decennio fa ha dovuto affrontare il crack del colosso Coopsette, un evento che ha segnato profondamente il tessuto locale e reso ancora più preziosi gli investimenti che oggi tornano a prendere forma.
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