REGGIO EMILIA – A Castellarano, al centro commerciale Vittoria, l’ultimo giorno di apertura del supermercato Pam è stato il 24 dicembre, ovvero la vigilia di Natale. Un cartello informa di una prossima ristrutturazione. Quattro giorni dopo è stato il punto vendita del Centro Commerciale Quinzio, a Reggio, ad abbassare la serranda e a interrompere le attività, sempre in attesa dei nuovi allestimenti di arredi e attrezzature. La tamponatura fatta con pannelli applicati in queste ore alla saracinesca servirà per evitare la fuoriuscita di polvere durante i lavori. Fra qualche settimana al posto della scritta Pam comparirà un’altra insegna.
E’ il risultato di una compravendita che ha raggiunto una prima intesa nell’agosto scorso tra la società Manzini & Co e un’altra realtà della grande distribuzione. Quest’ultima ha intenzione di cominciare al più presto gli interventi per adattare i locali alle proprie necessità. Le tempistiche del passaggio di consegna degli spazi si sono però allungate di qualche giorno. Questo perché l’iter si è incrociato con la crisi della Realco, che a Castellarano è proprietaria delle mura mentre per quanto riguarda il Quinzio è in possesso di un diritto di prelazione sull’immobile interessato dal passaggio di licenza. Nodi che devono essere sciolti.

Donatella Prampolini
La Manzini & Co. ha fatto parte di Realco-Sigma fino al febbraio di due anni fa, quando l’amministratrice delegata Donatella Prampolini si è dimessa dal ruolo di presidente della storica cooperativa, dalla quale è uscita portando con sé la sua società con in pancia dodici negozi, quasi tutti diventati successivamente a marchio Pam.
Donatella Prampolini nelle prossime ore incontrerà i sindacati in una riunione che farà il punto sulla richiesta di cassa integrazione per cessazione di attività che interessa non solo i circa cinquanta dipendenti dei due supermercati reggiani ceduti ma anche decine di lavoratori di altri due punti vendita situati nel bolognese venduti sempre dalla Manzini & Co. allo stesso acquirente, una catena il cui nome al momento è top secret.
Tutti gli addetti rimasti a casa sono ora senza retribuzione ma dovrebbero essere assorbiti dal soggetto subentrante. Il condizionale resta però d’obbligo fintanto che non si concretizzerà il passaggio di mano.
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