REGGIO EMILIA – Per le colf e le badanti l’indennità di disoccupazione deve essere riconosciuta anche dopo le dimissioni per maternità. Lo ha stabilito una recente sentenza del Tribunale di Reggio Emilia. Una pronuncia significativa perché finora la legge era interpretata in senso restrittivo da parte di Inps, facendo sì che venissero escluse assistenti famigliari e domestiche da una protezione prevista per la generalità delle lavoratrici madri.
Il caso é quello del ricorso contro Inps di una 30enne di origini straniere con regolare permesso di soggiorno.
In base agli ultimi dati Inps quelli riferiti al 2025, le Colf regolari in provincia di Reggio sono 2.534 (quasi 5 per ogni mille abitanti), mentre le badanti sono 5.030, 13 ogni 100 anziani con oltre 80 anni di età. Reggio é la terza provincia in regione come numero di badanti dopo Bologna e Modena.
Se andiamo indietro al 2020 i dati forniti da Inps riferiscono come il numero delle colf sia oggi diminuito: nel 2020 erano 3013. E’ aumentato, invece quello delle badanti che sono passate da 4.660 alle attuali 5.030.
La maggioranza delle lavoratrici domestiche proviene dall’est Europa: sono circa il 54%.
Stiamo parlando di un settore che si scontra con il fenomeno molto pesante del lavoro nero: secondo una stima, diffusa lo scorso dicembre, dall’osservatorio della Federazione Pensionati della Cisl Emilia Centrale in provincia si Reggio opererebbero circa 10mila tra colf e badanti irregolari.
Una indagine elaborata incrociando dati di Inps, di Istat, dei Caf e dell’associazione nazionale datori lavoro domestico. Numeri che raccontano una doppia solitudine: quella degli anziani che necessitano di assistenza e quella delle badanti, spesso donne sole, lontane dalle famiglie e prive di garanzie minime.









