REGGIO EMILIA – Prende il via il percorso di co-progettazione promosso dal Comune di Reggio Emilia per rafforzare le risposte rivolte alle persone in condizioni di grave marginalità. L’appuntamento è fissato per lunedì 13 luglio, dalle 12 alle 13, nella sala conferenze del Tecnopolo, dove sarà illustrato l’avviso pubblico rivolto a enti del Terzo settore, cooperative e associazioni interessati a partecipare alla costruzione di un nuovo modello di accoglienza basato sull’idea di un “albergo sociale diffuso”.
L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: offrire un sostegno concreto alle persone senza dimora e a chi vive situazioni di forte fragilità sociale, contribuendo allo stesso tempo a migliorare la vivibilità urbana attraverso un sistema di accoglienza più capillare e integrato.
L’avviso pubblico, aperto fino al 26 luglio, non prevede una selezione competitiva tra le candidature. Tutti i soggetti che risulteranno ammessi lavoreranno insieme al Comune in un percorso condiviso di amministrazione partecipata, finalizzato a costruire una rete di servizi che andrà a integrarsi con quella già esistente.
Il progetto punta alla creazione di nuovi posti di accoglienza, sia diurni sia notturni, distribuiti in più strutture sul territorio cittadino. Il modello dell’albergo sociale diffuso non si basa infatti su un’unica sede, ma su una rete di alloggi accompagnati da servizi educativi, di orientamento e inserimento sociale, capaci di accogliere con dignità anche le persone più lontane dai tradizionali percorsi di inclusione.
Tra le possibilità previste dall’avviso c’è anche quella per gli enti partecipanti di mettere a disposizione immobili propri, contribuendo così ad aumentare la capacità ricettiva del sistema. Parallelamente, il progetto intende rafforzare le unità di strada e i servizi di prossimità, considerati fondamentali per intercettare le persone che vivono situazioni di marginalità, instaurare relazioni di fiducia e favorire percorsi di accompagnamento.
L’iniziativa è rivolta non solo alle persone senza dimora, ma anche a chi ha perso il lavoro o l’abitazione, alle famiglie a rischio sfratto e a chi si trova in difficoltà economica.
Al Tavolo di co-progettazione parteciperanno, con funzioni consultive e di raccordo istituzionale, anche Ausl Reggio Emilia, Prefettura, Questura, Procura della Repubblica, diversi settori del Comune, oltre ad aziende e fondazioni partecipate.
Sul piano economico il progetto potrà contare su un primo finanziamento di un milione di euro proveniente dal Fondo Povertà per il periodo settembre 2026-dicembre 2027. Successivamente il quadro finanziario sarà costruito nell’ambito del Tavolo di co-progettazione, integrando risorse pubbliche, contributi di fondazioni e privati, strumenti come il Social Bonus, il crowdfunding territoriale e la finanza a impatto.
La partecipazione all’incontro di lunedì è libera e non richiede prenotazione.










