REGGIO EMILIA – Reggio Emilia è la provincia dell’Emilia-Romagna con la maggiore incidenza di imprese artigiane e si piazza al quinto posto in Italia. È quanto emerge dall’analisi “Provincia che vai, Artigianato che trovi” realizzata dall’Area studi e ricerche di Cna su dati Istat.
Nella provincia reggiana il 30,7% delle imprese attive è artigiana, contro una media nazionale del 21,5%. Reggio si colloca così alle spalle di Nuoro (31,7%), Cuneo (31,5%), Fermo (31,3%) e Asti (31,1%). Un dato che conferma il peso dell’artigianato nel sistema produttivo locale, nonostante negli ultimi dieci anni la sua incidenza sia diminuita di 3,9 punti percentuali.
“Questa fotografia racconta Reggio Emilia come un territorio nel quale l’artigianato continua a essere una componente essenziale dell’economia – sottolinea il presidente di Cna Reggio Emilia Andrea Trinelli – sostenendo occupazione, comunità, filiere produttive e qualità del Made in Italy”.
Per Trinelli, però, il ridimensionamento registrato nell’ultimo decennio rappresenta un campanello d’allarme. Tra le principali criticità c’è il ricambio generazionale: “Migliaia di imprese sane e con mercato rischiano di chiudere perché non trovano giovani, lavoratori qualificati o persone disposte a raccoglierne il testimone”.
Cna chiede quindi maggiore attenzione alla formazione, strumenti per favorire il passaggio generazionale e condizioni più favorevoli per chi vuole avviare o proseguire un’attività artigiana.
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