REGGIO EMILIA – Avrebbe compiuto 66 anni a dicembre, Abramo Orlandini, morto questa mattina all’Arcispedale Santa Maria Nuova dove era ricoverato. Era un volto noto per i reggiani che frequentano il centro storico, ma in un passato nemmeno troppo lontano lo fu anche per il grande pubblico della tv commerciale, al fianco del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi dal 1995 in Sgarbi Quotidiani su Canale 5. Nella sua gioventù romana ha respirato l’aria del grande cinema, lavorando spesso come comparsa a Cinecittà. Raccontava spesso dei suoi incontri con i registi Pupi Avati e Federico Fellini. Tornato a Reggio in età matura, amava vivere il centro storico e incontrare i suoi avventori cui proponeva i suoi disegni e i suoi quadri. Celebri gli autoritratti, ma anche i pagliacci e la sua visione di piazza San Prospero.
Da tempo aveva problemi di salute. Ha vissuto a lungo al Parisetti, in via Toschi. Sette anni fa il tribunale gli affiancò l’avvocato Marco Ferretti come amministratore di sostegno. Tre anni fa la rottura del femore ne limitò la capacità di camminare autonomamente, e nel tempo dal Parisetti fu trasferito in una struttura speciale in via Settembrini.
Dell’organizzazione del funerale si sta occupando l’avv. Ferretti. Domani, venerdì, sarà aperta la camera ardente nella sede delle onorante funebri Reverberi, in via Terezin. Sabato alle 11, sempre nella sede di Reverberi, ci sarà una breve benedizione prima del trasferimento al cimitero di Cella.
“Un vero personaggio per la nostra città per molti decenni – lo ricorda Ennio Ferrarini, presidente dell’associazione Amici Omozzoli Parisetti – Lo vogliamo ricordare così, quando stava ancora bene e girava ogni giorno per il Centro Storico con i suoi quadri e con la sua ironia”.









