REGGIO EMILIA – Si riducono le stime di crescita per l’economia reggiana nel 2026, ma il segno resta positivo. Secondo le elaborazioni della Camera di commercio dell’Emilia sui dati dell’Osservatorio Prometeia, il valore aggiunto è atteso in aumento dello 0,2%, in netto calo rispetto al +0,9% stimato lo scorso gennaio.
Un risultato che colloca la provincia in linea con il quadro regionale e nazionale: +0,3% per l’Emilia-Romagna e +0,1% per l’Italia. A sostenere, seppur debolmente, la crescita saranno tutti i principali comparti: industria (+0,6%), costruzioni (+0,7%) e servizi (+0,4%). Segno negativo invece per l’agricoltura, prevista in calo dello 0,4%.
“Per l’industria si dovrebbero confermare i miglioramenti registrati nella seconda parte del 2025, in particolare per le piccole e medie imprese”, spiega il presidente della Camera di commercio dell’Emilia, Stefano Landi. Non mancano però le preoccupazioni. “I dati risentono già della guerra in Medio Oriente, ma solo nei suoi primi effetti – sottolinea Landi –. Restano forti incertezze sui tempi e sugli sviluppi del conflitto, con ricadute sia sul piano umanitario sia su quello economico, a partire dai costi energetici per imprese e famiglie”.
Segnali negativi arrivano anche dal mercato del lavoro: per il 2026 è prevista una flessione dell’occupazione dello 0,6%. Più incoraggianti, invece, le stime su export e redditi: le esportazioni sono attese in crescita del 2,4%, mentre il reddito delle famiglie dovrebbe aumentare del 3,6%.
“Dati positivi – conclude Landi – ma da valutare con cautela, soprattutto alla luce dell’andamento dell’inflazione e del suo impatto sui redditi reali”.










