REGGIO EMILIA – Si chiede che il linguaggio rifletta un ”impegno per la giustizia per tutti i bambini, compresi i bambini israeliani ed ebrei”, senza valutazioni politiche; che le istituzioni ”dedicate a nutrire, ispirare ed educare questi bambini” si concentrino ”sulla loro crescita e sul loro benessere, senza timore per la loro sicurezza e senza la necessità di nascondere la propria identità”. Poi il livello si alza. In un comunicato pubblicato nelle ultime ore sul proprio sito internet, la Federazione Ebraica del Nord America prende posizione ufficiale sulla questione della mancata visita degli insegnanti delle scuole ebraiche statunitensi a Reggio e parla apertamente di ”retorica antisemita” con cui questo viaggio di formazione sarebbe stato accolto.
La richiesta a Reggio Children è quella ”di presentare scuse pubbliche inequivocabili che riconoscano l’antisemitismo subito dagli educatori ebrei”. Parole molto forti, che riportano nuovamente alla ribalta la questione che ha tenuto banco in città nelle ultime due settimane. La Federazione Ebraica del Nord America rappresenta quasi 150 federazioni locali e centinaia di comunità ebraiche indipendenti più piccole e raccoglie fondi per lo sviluppo sociale e dell’educazione.
I 68 insegnanti ebrei americani hanno rinunciato a venire a Reggio dopo la richiesta di condividere un documento aggiuntivo con cui avrebbero dovuto prendere le distanze dall’occupazione di Gaza e dal Governo Netanyahu. ”Usare questi legami è allarmante e antisemita” dice ancora la Federazione nel comunicato, parlando di un ”doloroso episodio che si inserisce in un modello di isolamento degli ebrei e delle istituzioni ebraiche”.
”La JFNA (la Federazione) collabora direttamente con l’esecutivo israeliano”, scrive sul suo profilo social l’attivista Cosimo Pederzoli, citando ”iniziative congiunte con il Gabinetto dei ministri e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu per il finanziamento e il rafforzamento dell’educazione ebraica sia in Israele sia nel Nord America”. Questo è il Jerusalem Post del 28 giugno scorso, il presidente del consiglio di amministrazione della Federazione, Gary Torgow, si sta rivolgendo a Netanyahu: la notizia riguarda il lancio di un piano da 200 milioni di shekel approvato dal Governo per ”l’ampliamento dell’accesso alle scuole ebraiche e il rafforzamento dell’identità ebraica tra le nuove generazioni”.
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