REGGIO EMILIA – Il referendum costituzionale sulla giustizia è definito, per semplicità, “per la separazione delle carriere” tra giudici e pubblici ministeri. A discuterne, nel salotto di Buongiorno Reggio, c’erano Paolo Borciani per il Comitato per il No e l’avvocato Nicola Tria, presidente della camera penale di Reggio Emilia, per quello del Sì. “Ci opponiamo perché alziamo lo sguardo rispetto al merito della riforma – le parole di Borciani – Vogliamo fondamentalmente difendere un principio che sta alla base di tutte le Costituzioni: l’equilibrio dei poteri tra potere esecutivo, legislativo e giudiziario”. “E’ necessaria perché è necessario per garantire l’indipendenza dei giudici – ha invece detto Tria – La riforma non mina in alcun modo l’equilibrio tra i poteri, serve a dare attuazione a un principio che è scritto nella nostra Costituzione, ovvero che il giudice non deve essere solo imparziale ma anche terzo rispetto alle parti che si confrontano davanti a lui”.
Altro punto di scontro è l’introduzione del sorteggio per comporre i nuovi Csm che nasceranno, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici: “Attraverso il sorteggio, per noi, sarà più probabile che il merito, anziché l’appartenenza, consenta di nominare i migliori a capo degli uffici direttivi”, ha aggiunto Tria. “Si tratta semplicemente di una misura punitiva nei confronti della magistratura, che tra l’altro non servirà a impedire il malaffare”, ha invece sostenuto Borciani.
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