ROMA – Riforma della giustizia, gli italiani hanno detto NO. Con uno scarto di oltre 2 milioni di voti, la riforma costituzionale della magistratura, voluta dal Governo, è stata bocciata.
Il voto in Italia
Sezioni: 61.528 su 61.533
| SI | NO | |
| 12.447.220 | 14.459.924 | |
| 46,26% | 53,74% |
Elettori: 45.944.180 | Aggiornamento: 23/03/2026 – 19:58
La premier Giorgia Meloni con un video sui social ammette la sconfitta: “La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Rispettiamo la decisione, resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa. Andremo avanti”. Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio prende atto “con rispetto della decisione del popolo sovrano”.
Di “Vittoria al di là di ogni aspettativa”, parla invece la segretaria del Pd Elly Schlein che, commentando il risultato del referendum, ringrazia i più giovani: “Possiamo dire che hanno fatto la differenza”.
“Sembra proprio che il NO abbia vinto, io sono molto contento” di questa “battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura – commenta Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Società Civile per il No, ai microfoni del Tg1 – Sono contento e penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no”.
Esulta il reggiano Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che parla dal Comitato società civile per il no al referendum riunito al Centro congressi Frentani a Roma: “Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese”, continua Landini sottolineando “la grandissima partecipazione al voto” e “la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura”.
Il voto in Emilia Romagna
In Emilia-Romagna vince il No con il 57,25%: un dato atteso, ma non clamoroso: inferiore ad altre regioni come Campania, Sicilia e Toscana, sostanzialmente in linea a quello di Puglia e Calabria. In compenso l’Emilia-Romagna è stata la regione dove si è votato di più, con esattamente due elettori su tre che sono andati al seggio (66,67%).
La partecipazione è stata sensibilmente più alta rispetto alle regionali di un anno e mezzo fa, ma i risultati sono straordinariamente sovrapponibili: la percentuale che prese il candidato alla presidenza del centrosinistra Michele de Pascale è sostanzialmente simile a quella del No, quella che raccolse la candidata del centrosinistra Elena Ugolini è molto vicina a quella del sì. Mezzo milione di persone in più sono andate a votare, ma le proporzioni non si sono praticamente mosse.
Il No ha trionfato in tutte le province, guidata da quella di Bologna con il 63,6%, tranne Piacenza (dove il sì ha prevalso con il 56,1% e che è l’unica provincia dove il centrodestra prevalse alle regionali) e Ferrara dove il sì ha vinto di mezza ruota e dove un anno e mezzo fa de Pascale prevalse di una manciata di voti.
Il dato che emerge è che si allarga il divario fra i grandi centri e i piccoli comuni. Il No ha trionfato a Bologna (68,2%), Modena (63,2%), Reggio Emilia (63,7%), il sì ha prevalso nei piccoli centri: a Fiumalbo, sull’Appennino Modenese, ha superato addirittura il 70%.
Festeggia il fronte del No: una volta acquisita la certezza della vittoria, centinaia di persone si sono ritrovate in piazza Maggiore, per festeggiare, con le bandiere dei partiti, davanti al sacrario dei partigiani. “Il Piano di Rinascita è stato allontanato, la riforma che voleva Licio Gelli è stata allontanata”, ha detto Paolo Bolognesi, presidente onorario dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna e presidente del comitato bolognese per il No al referendum. “In questa regione – dice il presidente della Regione Michele de Pascale – va riconosciuto a entrambi i fronti di aver prodotto un dibattito di merito di gran lunga migliore di quello sviluppatosi a livello nazionale”
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