REGGIO EMILIA – Il reddito medio annuo pro capite nella nostra provincia è di 25.300 euro, superiore alla media regionale di 24.740. La nostra è la quarta provincia dopo quelle di Bologna, Parma e Modena. I dati sono relativi alla dichiarazione dei redditi del 2024 sull’anno d’imposta 2023 e sono stati diffusi nell’ultimo rapporto dell’Ires Cgil su redditi, retribuzioni, povertà e consumi in Emilia Romagna.
Dal rapporto emerge che anche nella nostra regione le disuguaglianze sono ampie. Il 26,6% dei contribuenti reggiani ha dichiarato redditi annui inferiori ai 15mila euro. Il fenomeno dell’evasione fiscale consiglia di maneggiare con cura questi dati. E tuttavia secondo la Cgil cresce il rischio di povertà. “Sono lavoratori sostanzialmente poveri, questo per vari fattori: il primo è che siamo nel mezzo di una crisi strutturale industriale e manifatturiera, una crisi che il nostro territorio risente particolarmente e in maniera silenziosa erode posti di lavoro, chi si rioccupa nei cicli produttivi lo fa in settori a più bassa retribuzione e più basso valore aggiunto e con maggiore fragilità contrattuale, idem chi entra nel mondo del lavoro. C’è poi il tema dei redditi e di potere d’acquisto di salari e pensioni”, le parole del segretario generale della Cgil Emilia Romagna, Massimo Bussandri.
Se si considerano solo i redditi da lavoro dipendente, la perdita netta a livello regionale rispetto all’inflazione è stata dell’8%: I redditi sono cresciuti dell’11,6%, l’inflazione del 19,6%. E la nostra provincia si distingue per la quota maggiore di contribuenti con reddito da lavoro dipendente, 58,7%; così come il comune capoluogo: 61,4%. Reggio è l’unico comune capoluogo ad avere un reddito medio da lavoro dipendente più basso di quello provinciale, che è di 25.623 euro.
Nella nostra provincia ci sono due comuni con il reddito medio da lavoro dipendente più alto in regione: Canossa e Albinea. Il primo ha avuto un crescita straordinaria nel 2023, con +27,6%. Il reddito medio da lavoro dipendente a Canossa è di 37.887 euro, 31.595 euro ad Albinea. Come si spiegano questi picchi? “Ci sono alcuni contribuenti facoltosi – afferma il sindaco, Luca Bolondi – ma soprattutto diverse aziende medio-grandi che funzionano bene e hanno parecchi dipendenti”.
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