REGGIO EMILIA – Dopo settimane di polemiche, anche politiche, sull’annullamento dell’Hellwatt Festival e sul futuro dell’Rcf Arena, interviene con una nota il Pd provinciale, minacciando azioni legali per diffamazione.
“In questi giorni abbiamo preferito non intervenire nelle polemiche sulla cancellazione dell’Hellwatt Festival, partendo da un dato incontrovertibile. Si tratta di una vicenda svoltasi strettamente fra privati che, se quanto si legge è vero, troverà la sua soluzione nelle sedi competenti, certamente non in quelle politiche – si legge – Ciò nondimeno, negli ultimi giorni registriamo una escalation di esternazioni tese a coinvolgere il Pd che non hanno nulla di continente, di verificato e che men che meno presentano i connotati di fatti di interesse pubblico. Di fronte a chi cerca di trasformare il dibattito pubblico e le sedi istituzionali in un bivacco non possiamo, d’accordo con i nostri legali, che avvertire tutti: se questo stato di cose proseguirà, interverremo. Troppi personaggi in cerca dei propri “cinque minuti di notorietà” parlano a sproposito rasentando la diffamazione; altri li spalleggiano, evidentemente disinteressati al ruolo che ricoprono. Tutti costoro – e chiunque continuerà a propalare ipotesi di complotto totalmente infondate, patetiche e offensive anche dell’intelligenza collettiva dei reggiani – risponderanno delle proprie parole, delle verifiche fatte e non fatte, del danno provocato, nelle sedi competenti“.
Poi, un passaggio sulla vicenda e sul futuro: “Il Partito Democratico tiene al futuro dell’Rcf Arena e al progetto che essa rappresenta per Reggio. Non ci sfugge che una struttura di quella portata ha ricadute reali sul territorio – sull’economia, sull’immagine della città, sulle opportunità che genera per operatori, lavoratori e per l’intera comunità. È precisamente per questo che non accettiamo che una controversia fra privati ne offuschi il valore o ne comprometta le prospettive. L’Arena è un patrimonio collettivo: merita serietà e programmazioni di lunga durata, non strumentalizzazioni”.









