REGGIO EMILIA – “Nessuno ha la bacchetta magica, non aspettatevi miracolo”, iniziava così, con le parole dell’allora Prefetto Maria Rita Cocciufa il servizio del TG Reggio del 16 aprile di un anno fa. Quello in cui si raccontava dell’arrivo del primo contingente dell’Esercito in stazione. Da allora, i 12 militari assegnati a Reggio hanno presidiato la zona 12 ore al giorno, contribuendo al controllo di un quartiere dove gli episodi di criminalità non si sono esauriti e la domanda di sicurezza resta alta. L’operazione Strade sicure è stata una risposta anche se i cittadini avrebbero preferito un presidio fisso e sulle 24 ore in piazzale Marconi, invece, di quello dinamico svolto dall’Esercito.
“L’esercito non è la panacea, ma la presenza dei soldati aiuta. C’è stato un periodo però in cui secondo noi venivamo usati in modo non efficace”. Così Gianni Felici, rappresentante del disciolto Comitato viale IV Novembre.
“Un presidio fisso è molto utile come deterrente”, le parole di Caterina Coluccio, del gruppo di vicinato di viale IV Novembre.
Presidio del territorio che da solo però non è sufficiente per rilanciare la zona stazione. Ne sono convinti gli altri partecipanti al confronto andato in scena stamattina a Buongiorno Reggio. Claudio Melioli di Binario 49 ha sottolineato l’importanza di far tornare a vivere il quartiere, mentre il vicesindaco De Franco, oltre a ricordare gli interventi in corso e terminati, come la costruzione del nuovo comando della Polizia Locale e l’apertura del dopo scuola al Civico 27 ha annunciato che entro l’anno inizierà la bonifica di via Paradisi, primo passo del cantiere del piano urbanistico che ridisegnerà i palazzi e l’abitare nel quartiere. Nel frattempo l’amministrazione spenderà 900mila euro nella sistemazione del quartiere e costruirà un nuovo edificio scolastico al posto di quello che ospitava le elementari Marconi, interessato da un cedimento strutturale.
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