REGGIO EMILIA- Prosegue la protesta studentesca nella nostra provincia. Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi questa mattina gli studenti hanno occupato il Liceo Chierici.
Spiega Cesare Spina del Collettivo studentesco Chierici ‘Abbiamo occupato la scuola perchè c’è bisogno di combattere una scuola che non ci rappresenta, finanziata con il riarmo, quindi abbiamo deciso di riprenderci la nostra scuola, creare qualcosa di diverso, all’interno ci saranno assemblee, dibattiti, formazione. Stiamo creando una scuola che ci rappresenta’
Sono circa duecento gli studenti che hanno occupato da questa mattina il Liceo artistico Chierici. La protesta ha compiuto un passo in avanti rispetto alle manifestazioni anche spontanee dei giorni scorsi: “C’è bisogno di un passo successivo, i movimenti si sono mostrati reattivi, molte volte spontanei e si stanno organizzando” dicono gli studenti.
Nelle prime ore la Dirigente Elena Ferrari ha avvertito il Direttore dell’ufficio scolastico provinciale, Daniele Cottafavi, che è andato al Chierici per verificare che la situazione fosse tranquilla. Anche diversi insegnanti sono entrati per partecipare alle assemblee e ai momenti di riflessione.
All’esterno gli studenti del Chierici hanno ricevuto il supporto del Collettivo Rabùn e dei ragazzi del Fronte Gioventù Comunista. “Siamo in supporto per incentivare le mobilitazioni di questa settimana, in vista del corteo studentesco che ci sarà il 30 ottobre – spiega Joy Montagna del Collettivo Rabùn – a Reggio e provincia ci sono anche tante altre scuole, anche senza collettivi ma in modo spontaneo, che stanno facendo blocchi e scioperi”.
“E’ necessario che gli studenti scendano in piazza e si mobilitino all’interno delle loro scuole – aggiunge Samuele Bedogni, del Fronte Gioventù Comunista – perché il Governo Meloni negli ultimi anni ha tagliato una quantità enorme di fondi all’istruzione lasciando solo le briciole. Invece che ascoltarci preferisce promuovere riforme come quella dei tecnici e dei professionali, che aumentano le ore dove gli studenti vanno a lavorare non pagati, in luoghi di lavoro dove statisticamente muoiono tre operai al giorno. E proporre leggi per un tetto per avere un tetto massimo dal numero di studenti stranieri, che sono pura propaganda razzista per mettere gli studenti gli uni contro gli altri’.
Nelle prossime ore la protesta potrebbe anche estendersi ad altre scuole di Reggio e provincia in attesa della manifestazione prevista venerdì mattina.

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