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di Margherita Grassi per Tg Reggio
REGGIO EMILIA – “Il contrabbando di sigarette è un fenomeno insolito per Reggio Emilia che non ha uno sbocco portuale che viene solitamente utilizzato per queste attività criminali”. Calogero Gaetano Paci, procuratore capo della procura della Repubblica di Reggio Emilia e il sostituto procuratore Valentina Salvi titolare dell’inchiesta, analizzano così “la complessa operazione della Guardia di Finanza, alla quale vanno fatti i complimenti” in conferenza stampa al comando provinciale della Gdf di Reggio Emilia per illustrare l’operazione che ha portato a scoprire una fabbrica clandestina di lavorazione di tabacco ed esportazione di sigarette contraffatte.
“Le indagini sono ancora in corso – ha aggiunto Paci – Abbiamo avvisato la Dna (direzione nazionale antimafia) e la Procura Europea vista la transazionalità dell’aggregazione criminale che riteniamo abbia forte capacità di radicamento”. Al vaglio l’ipotesi che il business illecito possa essere gestito dalle mafie.
“Le recenti analoghe inchieste di Parma e Piacenza – spiegano il comandante provinciale delle Fiamme Gialle di Reggio, colonnello Umberto Maria Palma e il tenente colonnello Maria Di Domenica che dirige il nucleo di polizia economico finanziaria – fanno pensare che il fenomeno si sia spostato beneficiando della facilità di trasporti sulla autostrada A1. Abbiamo ricostruito la grande accortezza dei gruppi criminali che si spostano al cambio turno delle pattuglie di controllo sulle arterie stradali muovendosi all’interno della Ue sfruttando il mercato di libero scambio del tabacco sfuso con destinazioni fittizie sulle bolle passando da confini dove i controlli doganali sono più labili”.
Sulla destinazione di vendita delle sigarette, il colonnello Palma puntualizza che “sono ancora in corso le indagini, ma il mercato di sbocco più probabile è il Nord Europa. In Inghilterra le sigarette vengono vendute 21 euro a pacchetto, in Olanda 16. Con questi opifici abusivi riducono le accise che rappresentano il 70-80% sul prodotto finale, avendo quindi grandi margini di guadagno. Un’altra probabile destinazione è la Francia, Paese al primo posto per consumo di sigarette contraffatte col 40%. L’Italia non è da escludere, ma il consumo qui è attorno al 2% anche perché il costo dei pacchetti è di 6 euro in media, molto più basso rispetto al resto dell’Europa”.
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