GUALTIERI (Reggio Emilia) – La Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha confermato nel pomeriggio gran parte delle condanne emesse nel processo nato dall’operazione “Aspromonte emiliano”, che aveva portato alla luce un vasto traffico internazionale di droga con ramificazioni anche nel Reggiano, in particolare a Gualtieri.
Complessivamente restano oltre tre secoli di pena per 31 dei 35 imputati condannati in primo grado. L’inchiesta aveva documentato l’attività di un’organizzazione attiva dal 2016, capace di gestire un articolato sistema di importazione di stupefacenti dalla Spagna verso la Calabria e poi in Emilia, con profitti milionari reinvestiti anche in lingotti d’oro.
Nel processo di primo grado, concluso nel novembre 2024, era già caduta l’aggravante mafiosa. Nonostante questo, le difese avevano presentato appello tra queste anche l’avvocato Vincenzo Belli, chiedendo una revisione delle pene.
Il procedimento di secondo grado si è aperto nel febbraio scorso e si è concluso oggi con la lettura della sentenza. Le uniche modifiche riguardano due imputati residenti nel reggiano: Giovanni Generoso, la cui pena è stata ridotta da 7 a 6 anni e Rosario Costanzo, passato da 8 anni a 6 anni e 8 mesi.
Per il resto, l’impianto accusatorio ha retto.
Tra i legali della difesa prevale ora la delusione. È già allo studio la possibilità di ricorrere in Cassazione, ultimo grado di giudizio, per tentare di ottenere una revisione della sentenza.










