REGGIO EMILIA – In Consiglio comunale, oggi, si è nuovamente parlato del ritiro di Max Mara dal progetto del “polo della moda“. Quali fatti hanno scatenato, lo scorso giugno, la reazione del dottor Luigi Maramotti, ovvero l’annullamento dell’atto di acquisto dell’area delle ex Fiere dove avrebbe dovuto sorgere il Polo della Moda? E’ tornato a chiederlo, tramite un’interpellanza, la Lista Civica per Reggio. Secondo il suo esponente, Giovanni Tarquini, il sindaco commise un errore ricevendo le lavoratrici della Manifattura San Maurizio che protestavano per condizioni migliori di lavoro.
Nei suoi cinque minuti di risposta, il Marco Massari ha ripercorso per sommi capi la cronistoria dei fatti a ridosso del 30 giugno scorso, giorno del dietrofront di Max Mara rispetto a un investimento che era ampiamente avviato. Il progetto era stato adottato sette giorni prima dal Consiglio comunale, senza né astenuti né voti contrari. “Il fatto che un sindaco possa esercitare un ruolo di facilitatore nelle relazioni fa sì che sia suo dovere incontrare e ascoltare cittadini e lavoratori”, è tornato a sottolineare Massari.
“In data 16 dicembre 2025 il presidente di Max Mara Fashion Group ha comunicato definitivamente la rinuncia del gruppo a proseguire il progetto. In questi mesi sono comunque proseguite interlocuzioni tra proprietà e amministrazione relativamente ad altri interventi”. Non esiste, dunque, solo il progetto di via Filangieri da cui Maramotti si è sfilato. Allo studio c’è, ad esempio, il futuro di una struttura di cui è proprietario, si tratta dell’hotel Le Notarie. Una pratica per il cambio di destinazione d’uso è in corso dato che potrebbe diventare uno studentato.
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