REGGIO EMILIA – Nella cappella dell’arcispedale Santa Maria Nuova è stata ricollocato il monumento funerario di un personaggio importante della storia cittadina, Pinotto Pinotti, che nel 1374 pose le basi dell’assistenza ospedaliera reggiana. E’ stato un visionario ai sui tempi, un giureconsulto molto potente, amico dei Visconti, che a tutti i costi ha voluto iniziare a costruire un ospedale per tutti, anche per gli indigenti, per i poveri.
La memoria di questo benefattore è conservata all’interno del moderno complesso ospedaliero progettato dall’architetto Enea Manfredini, scomparso nel 2008. La sede attuale del Santa Maria Nuova, segnata da varie peripezie, fu portata a compimento nell’arco di quasi un ventennio, fra il 1945 e il 1965, funzionale, priva di decorazioni, basata sulla bellezza geometrica.
Alla fine della seconda guerra mondiale il vecchio edificio del Santa Maria Nuova, nell’attuale via Dante Alighieri, seppure riparato dai danni dei bombardamenti, mostrava tutta la sua inadeguatezza, coi pazienti alloggiati in enormi stanzoni. I fratelli Alfredo e Durante Gallinari, industriali vinicoli, affidarono all’architetto Manfredini il compito di progettare il nuovo ospedale nel quartiere di Rosta, assumendosi l’onere del finanziamento. Nel 1949 la struttura portante in cemento armato era ultimata, ma Durante si ritirò dall’impresa nel 1951 e nel 1952 i lavori si interruppero per la morte di Alfredo.
Lo scheletro dell’edificio rimase tale per lungo tempo, fino agli anni Sessanta, quando un piano finanziario con il concorso dello Stato consentì di riaprire il cantiere e di arrivare all’inaugurazione, il 10 settembre 1965. E in quell’area il Santa Maria Nuova ha sviluppato i successivi ampliamenti, fino a diventare istituto di eccellenza per la ricerca oncologica.
Guarda tutte le puntate del nostro approfondimento sui palazzi storici di Reggio
Reggio Emilia santa maria nuova Arcispedale palazzi storici Enea Manfredini fototeca Panizzi Pinotto Pinotti





