REGGIO EMILIA – Nonostante il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico, ha continuato a perseguitare la sua ex fidanzata, arrivando a scriverle messaggi del tipo: “Se devo andare in carcere per te ci vado”. Per un giovane reggiano (indicato come 24enne all’inizio dell’indagine e oggi 26enne) si sono aperte le porte della casa circondariale di Reggio Emilia. I Carabinieri della Stazione Principale hanno eseguito l’aggravamento della misura cautelare disposto dal GIP su richiesta della locale Procura.
Il giovane si trovava già sottoposto dallo scorso febbraio al divieto di avvicinamento a meno di 2.000 metri dalla vittima, con l’obbligo del braccialetto elettronico. Lo strumento era stato applicato dopo una serie di gravi condotte violente e persecutorie scaturite dalla sua incapacità di accettare la fine della relazione: liti furiose per motivi di gelosia, pesanti danneggiamenti all’auto della donna (a cui aveva squarciato le gomme) e ripetute aggressioni fisiche sia in strada sia tra le mura domestiche, oltre a costanti appostamenti.
Nonostante le prescrizioni e il controllo elettronico, il 26enne ha palesato una totale incapacità di rispettare i provvedimenti. Ha continuato a inviare gravi messaggi intimidatori via chat e ha violato fisicamente l’area interdetta. In almeno due occasioni si è spinto fin sotto l’abitazione della ex per urlarle contro, episodi confermati ai militari da testimoni e parenti. Di fronte a queste palesi e reiterate violazioni, i Carabinieri hanno documentato tutto in una dettagliata segnalazione, spingendo l’autorità giudiziaria a revocare il divieto di avvicinamento e a disporre l’immediato arresto.










