REGGIO EMILIA – Il gelato si conferma il simbolo indiscusso dell’estate e del Made in Italy, capace ormai di superare ogni stagionalità. Secondo un recente focus dell’ufficio studi Lapam Confartigianato, le famiglie reggiane spendono ben 15 milioni di euro all’anno per questo alimento.
Una cifra considerevole che posiziona la provincia di Reggio Emilia al terzo posto nella classifica della regione Emilia-Romagna. Il successo di questo comparto resiste nonostante i forti rincari che hanno colpito le materie prime negli ultimi cinque anni. A giugno 2026 si registrano infatti impennate nei costi di uova (+43%), frutta (+32%) e zucchero (+31%) rispetto alla media del 2021. Anche il latte (+25%) e il cacao (+22%) pesano notevolmente sui bilanci dei produttori, costretti a fronteggiare una dinamica inflattiva complessa.
A fare la differenza sul territorio è però l’altissima qualità dell’offerta, trainata da una radicata e profonda tradizione manifatturiera. La provincia reggiana conta 132 laboratori di gelateria (il 12,6% del totale regionale), posizionandosi anche qui sul terzo gradino del podio. Il vero primato locale risiede tuttavia nella straordinaria vocazione artigiana, che tocca l’80,4% e colloca Reggio al vertice in Emilia-Romagna.
“Dobbiamo sensibilizzare i consumatori a scegliere il prodotto artigianale, sinonimo di qualità e salute – dichiara Davide Nini, presidente di Lapam Alimentazione – Sostenere le gelaterie locali significa infatti difendere l’economia del territorio e valorizzare le eccellenze delle nostre materie prime”.








